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Centro di prevenzione e cura del Disagio Psichico

Il numero di presenze annuali degli ospiti degli Asili Notturni nella mensa (oltre 60.000), nel dormitorio (oltre 8.000), nel poliambulatorio medico (oltre 1.000) e nell’ambulatorio dentistico con oltre 4.100 interventi all’anno sono indice significativo delle conseguenze dei cambiamenti economici degli ultimi anni: aumento delle persone che vivono in condizioni di profondo disagio, espressione di vecchia e nuova povertà, quest’ultima diffusa in particolare nei grandi centri urbani.
Rispondere concretamente ai bisogni materiali di chi non può e non riesce a garantirsi cibo, cure mediche ed un luogo sicuro per trascorrere la notte, rappresenta una risorsa fondamentale per la popolazione disagiata, ma è altrettanto essenziale prestare attenzione ai vissuti e alle difficoltà psicologiche, molto frequenti in coloro che incontrano, lungo il percorso della vita, insormontabili ostacoli materiali ed esistenziali.
Questi i presupposti che hanno spinto gli Asili Notturni ad investire nuove energie nell’apertura di un centro di prevenzione e cura del disagio psichico con il coinvolgimento, ma siamo solo agli inizi, di 10 professionisti tra psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.
Prendere in considerazione gli aspetti psicologici del disagio significa offrire uno spazio di ascolto appositamente dedicato, qualificato ed articolato in diversi livelli, dall’analisi della domanda all’offerta di risposte orientate alla prevenzione, quando possibile, ed alla cura.
Questa nuova realtà presenta un valore fondamentale anche per gli Ospiti di Piccolo Cosmo che, ricordiamo, è la più grande struttura italiana per l’ospitalità di malati e loro familiari a titolo completamente gratuito. Dobbiamo infatti includere la malattia tra gli avvenimenti che determinano condizioni di vita stressanti e, improvvisamente o gradualmente, conducono alla perdita di autonomia, potere contrattuale, autostima e senso di autoefficacia. Condizioni che necessariamente portano a dover cercare nel contesto sociale la soddisfazione dei bisogni essenziali per garantirsi la sopravvivenza.
La persona, per quanto possa attraversare difficoltà sia sul piano personale, sia sul piano sociale, conserva risorse e competenze solo temporaneamente inutilizzate e che, attraverso un adeguato riconoscimento, possono favorire una riacquisizione di potere “interno” in termini di crescita dell’autostima, ed “esterno” come migliore integrazione nel contesto sociale.