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Coronavirus: test sierologico agli Asili Notturni di Torino per i volontari e per i senza fissa dimora

La Onlus Asili Notturni Umberto I di Torino è da sempre, per sua natura, al servizio dei più deboli: senza tetto, barboni e senza fissa dimora; una distinzione che un tempo non avrebbe avuto alcun senso, ma che oggi paradossalmente un senso ce l’ha perché è frutto di una società che genera nuove categorie di emarginati e di persone che vivono alla periferia del mondo.
In questo difficile momento storico – ci dice Sergio Rosso, presidente degli Asili Notturni di Torino – è ovvio che l’attenzione verso le fasce più fragili della nostra società implica uno sguardo ancora più ampio finalizzato a comprendere la gravità che il COVID 19 costituisce per costoro e per i volontari che se ne occupano e che, vivendo in una sorta di promiscuità, rappresentano incolpevolmente delle vere e proprie mine vaganti del tanto temuto contagio.
È per questo motivo che Sergio Rosso, a sua volta sempre a contatto con le persone a più alto rischio sanitario, si è fatto promotore e fautore di un progetto che entro martedì 5 maggio realizzerà i primi 150 test ai quali ne seguiranno altri 1000 entro la fine di giugno, al fine di testare i senza fissa dimora, i volontari e gli ospiti in generale, sia della storica sede in via Ormea che in quella nuova di via Ravenna 8.
In questa ultima sede, che gli Asili Notturni gestiscono da poco più di 10 giorni, è stata avviata nella fase emergenziale un progetto rivolto all’accoglienza di fasce deboli e protette, compresi nuclei familiari di genitori e bambini, contemplando 40 posti letto in camere da 2 e 4 letti per dei soggetti no COVID che necessitano di quarantena, o no COVID in anamnesi o non testati con contatti dubbi per positività COVID o con sintomatologia aspecifica.
La prima fase di effettuazione del test sierologico ha avuto inizio il 30 aprile e si concluderà martedì 5 maggio.
Il dottor Maurizio Onoscuri, Pneumologo, spiega che questi test, qualitativi o rapidi, si basano sulla tecnica di immunocromatografia e danno una risposta, positiva o negativa, in tempi molto brevi, solitamente entro 15 minuti. Sebbene non validati per la diagnosi di malattia attiva da COVID (per formulare con certezza questa diagnosi è indispensabile eseguire il tampone naso-faringeo, al momento non facilmente effettuabile), i test sierologici possono rilevare la presenza di anticorpi anti Corona Virus nel sangue: gli anticorpi precoci, definiti IgM, sono prodotti nella fase iniziale dell’infezione e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da 4 a 12 giorni dopo la comparsa dei sintomi, tendono a scomparire nel giro di qualche settimana. Altri anticorpi, detti IgG, sono prodotti più tardivamente e si ritrovano nel sangue a partire da 2-3 settimane dopo l’infezione o la malattia e permangono poi per molto tempo.
La positività per gli anticorpi IgM può far sospettare che un individuo sia contagioso e permette di indirizzarlo ad eseguire il tampone, ancorché asintomatico. La positività delle IgG evidenzia una pregressa malattia/contagio. La negatività di tutti gli anticorpi escluderebbe precedenti malattie/contagi, tenendo però conto del limite di questi test che possono dare risultati falsi negativi, in particolare nel periodo iniziale della malattia.