29.04.2021
Radici nell’industria e rami nel sociale sono il comune
denominatore che lega Sergio Rosso e Giovanni Cottino, che hanno ricevuto il
riconoscimento di “Torinese dell’anno” da parte della Camera di commercio di
Torino, premio che dal 1977 è dedicato a chi, torinese di nascita o di
adozione, ha offerto un contributo speciale al territorio nel proprio settore
di attività e competenza.
In questa edizione — a causa di un’anomalia determinata
dalla pandemia, che aveva bloccato la cerimonia dell’anno scorso — sono stati
due i riconoscimenti assegnati dall’ente di via Carlo Alberto, quello per il
2019 a Sergio Rosso, classe 1946, imprenditore del settore automotive che dagli
anni Ottanta si è votato al volontariato ed è alla guida degli Asili Notturni
Umberto I.
Il prestigioso riconoscimento, che negli anni scorsi è stato
assegnato a figure di spicco torinesi come Sergio Marchionne, Gian Carlo
Caselli, Alberto Lavazza, Evelina Christillin e Piero Angela, celebra l'impegno
e l'eccellenza in vari campi, dall'industria all'imprenditoria, dalla
giurisprudenza allo sport e alla cultura.
«Mai nella vita avrei immaginato di ricevere questo premio — si emoziona Sergio Rosso — ma sono contento perché questa visibilità è un
riconoscimento importante per chi si impegna ogni giorno in una forma di
volontariato puro, senza ricevere nulla in cambio».
Era il 1981 quando il
dormitorio per i senzatetto degli Asili Notturni chiuse i battenti per
l’eccessivo degrado.
Rosso diventò il presidente di una struttura che negli
anni si è sempre più articolata con 250 volontari per coprire non solo il
bisogno di dormire (oltre a via Ormea si è aggiunta la sede di via Ravenna), ma
anche quello di mangiare (con la distribuzione di 100 mila pasti all’anno), di
essere curati (con unaclinica odontoiatrica di altissimo livello, le visite
costanti di medici specialisti e un grande contributo nella pandemia) e
addirittura un canile riscaldato per evitare che i senzatetto che di notte vengono
ospitati debbano scegliere tra un letto e l’affetto per i propri animali.
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